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informativa legale

QUIDDITAS 

QUIDDITAS, nasce da un percorso di ricerca approfondito sulle strutture e sulle estetiche della musica ambient e IDM, sviluppato attraverso un approccio analitico e concettuale che mette in relazione forma, percezione e spazio sonoro. Il titolo stesso, QUIDDITAS, richiama il latino quid — “che cosa”, “ciò che è” — e, per estensione, il concetto filosofico di quidditas: l’essenza di una cosa, ciò che la definisce al di là delle sue manifestazioni formali. Questa tensione verso l’essenziale costituisce il nucleo concettuale dell’intera composizione.

 Il brano si fonda su una base ritmica lineare, costruita su beat regolari e costanti, che definiscono una griglia temporale stabile e priva di accentuazioni narrative. La pulsazione, sobria e controllata, agisce come struttura di riferimento, riducendo la distanza tra intenzione compositiva ed esperienza percettiva e lasciando spazio allo sviluppo delle componenti atmosferiche.

 Su questa base si sviluppa un sound ambient ampio e stratificato, composto da texture dilatate, pad atmosferici e modulazioni timbriche lente, che costruiscono un ambiente sonoro immersivo e continuo. Le scelte armoniche evitano progressioni tradizionali, privilegiando variazioni graduali e trasformazioni impercettibili che lavorano sulla percezione del tempo e sulla sospensione della forma. Il suono non viene guidato verso una risoluzione, ma mantenuto in uno stato di costante divenire.

 All’interno di questo equilibrio formale emergono elementi di discontinuità controllata: frammentazioni timbriche, leggere interferenze e deviazioni dalla traiettoria principale che si manifestano come “pensieri divergenti”. Questi interventi interrompono temporaneamente la linearità del flusso, mettendo in discussione la stabilità della struttura senza comprometterne la coerenza complessiva, e rafforzano l’idea di un’essenza sonora che si rivela solo attraverso la sottrazione e lo scarto.

 In linea con la visione curatoriale di Isulatronic, QUIDDITAS si colloca in una zona di confine tra introspezione e analisi, proponendosi come un’esperienza di ascolto attivo. La ripetizione, la linearità e la riduzione della materia diventano dispositivi espressivi attraverso cui Erik Strauss indaga il concetto di quidditas in forma sonora: non ciò che il suono rappresenta, ma ciò che il suono è.